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Monet a teatro: spettacolo immersivo con visori VR

Monet a teatro. Lo spettacolo immersivo con i visori VR

Un attore in scena nei panni di Claude Monet, i visori per la realtà virtuale che aprono le porte dei suoi quadri e, nel finale, i colori nelle mani dei ragazzi. Monet a teatro è uno spettacolo per la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, in cui la vita e le opere del pittore che ha dato il nome all'Impressionismo diventano un'esperienza da vivere in prima persona.

 

Non è una lezione e non è solo uno spettacolo: è un'esperienza diversa dalle solite, in cui l'empatia della recitazione, la suggestione della realtà virtuale e la creatività dei ragazzi si tengono insieme in un unico racconto. La forza delle parole è sostenuta dalla VR, che rende ancora più suggestivo l'estro pittorico di Monet e catapulta il pubblico nel suo mondo di colori grazie a un viaggio tridimensionale.

 

“NON COMPRENDERE MA AMARE”
La vita e le opere di Monet, 1840-1926
Adattamento drammaturgico e regia di Ilario Carvelli

 

Il titolo dello spettacolo racchiude quello che è il cuore del racconto: per Monet, nell'arte come nella vita, non è essenziale comprendere, ma semplicemente amare.

 

Come si svolge

Lo spettacolo dura 60 minuti e alterna tre linguaggi diversi.

  • Il racconto teatrale. Sul palco tre cavalletti con tele bianche, uno sgabello, una tavolozza e un leggio. L'attore entra ed esce dai panni di Monet e del narratore, accompagnato dalle musiche per pianoforte di Erik Satie.
  • L'immersione in realtà virtuale. I visori vengono consegnati all'ingresso e indossati nei momenti indicati dall'attore: i papaveri di Argenteuil, la passeggiata di Camille, i covoni, il giardino di Giverny. Le parole del pittore accompagnano le immagini dall'interno dei quadri.
  • Il laboratorio creativo. Nel finale a ogni ragazzo vengono distribuiti un cartoncino e i colori: l'invito è a mettersi nei panni di Monet e provare a catturare l'istantaneità di un paesaggio all'aria aperta, come faceva lui.

Il costo è di 10 euro a partecipante.

Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a info@adartem.it

 

Quando?
  • mercoledì 20 gennaio 2027

  • giovedì 28 gennaio 2027

  • martedì 2 febbraio 2027

  • lunedì 8 febbraio 2027

  • venerdì 19 febbraio 2027

  • lunedì 22 febbraio 2027

Tre repliche al mattino in ogni giornata: 9.15 - 10.45 - 12.15. Durata: 60 minuti.

Dove?
  • Teatro San Lorenzo alle Colonne - Corso di Porta Ticinese 45, Milano

 

Il viaggio dentro i quadri di Monet può arrivare anche a scuola, senza il teatro e senza l'attore: con Con gli occhi di Monet i visori VR entrano direttamente in classe, in un laboratorio di 120 minuti condotto da una nostra operatrice e dedicato alla scuola primaria.

 

 

Il racconto: dalla nascita dell'Impressionismo alle Ninfee

Il filo conduttore dello spettacolo è la narrazione della vita e delle opere di Claude Monet (1840-1926), raccontata in prima persona dal pittore stesso. Si comincia a Giverny, nella stanza che era solo un fienile e che Monet trasformò nel suo Salon-Atelier, e da lì si torna indietro: al mare dell'infanzia, al rifiuto dei Salon ufficiali di Parigi, alla mostra del 1874 che gli amici pittori decisero di organizzare da soli dopo essere stati respinti dalla critica.

 

È lì che nasce la parola destinata a renderli eterni. Monet aveva esposto quadri dai titoli che al curatore del catalogo sembravano tutti uguali; alla sua protesta rispose di metterci Impressione. Da quel titolo, completato poi dal fratello Leon in Impressione, levar del sole, arriva il nome di un intero movimento: Impressionisti. Accanto a lui, in quella stagione, ci sono Renoir, Sisley, Degas e Pissarro.

 

Il racconto prosegue attraverso i luoghi e gli affetti che hanno segnato la sua pittura: Argenteuil, dove si stabilisce con la moglie Camille e il figlio Jean e dove dipinge la distesa di papaveri; gli anni difficili in cui i guadagni coprivano a malapena il costo delle cornici; la perdita di Camille, la sua musa, ricordata non nella malattia ma nella luce dei ritratti; i covoni dipinti su cinque o sei tele contemporaneamente per inseguire il variare della luce nelle ore del giorno.

 

Un capitolo è dedicato al viaggio italiano: nel gennaio del 1884 Monet torna da solo a Bordighera, sconvolto da una vegetazione foltissima e da colori che non aveva mai messo sulla tavolozza. È lì che, in una piovosa mattina di gennaio, arriva l'illuminazione sui toni con cui rendere quella natura straripante.

 

Il finale torna a Giverny e alle Ninfee, entrate nella sua vita senza far rumore: piantate per il gusto di piantarle, coltivate senza pensare di dipingerle, e poi diventate la sua unica ossessione. Paesaggi d'acqua e di riflessi che Monet continuò a dipingere anche quando una malattia gli tolse progressivamente la vista, affidandosi alle forme, all'abitudine, ai colori.

Attenzione

  • Basilica di Sant’Ambrogio
  • Castello Sforzesco
  • Mantova
  • Milano
  • Museo del Novecento
  • Novara
  • Palazzo Reale
  • Pinacoteca Ambrosiana
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