A Milano, ogni porta racconta una storia antica. Porta Romana, Porta Ticinese, Porta Venezia: nomi che ricordano la città primitiva, ormai invisibile nella struttura urbana contemporanea, ma ancora presenti nella toponomastica e nelle direttrici delle vie.
Con ScopriMI, attraversare una porta significa attraversare il tempo. Non si tratta di vedere archi monumentali o resti imponenti, ma di osservare, misurare e comprendere ciò che continua a vivere sotto la città moderna. Un itinerario esperienziale che invita a guardare Milano come un archeologo urbano, dove ogni passo contribuisce a ricostruire la Mediolanum antica.
Mediolanum, città romana
Nel 222 a.C. i consoli Gneo Cornelio Scipione Calvo e Marco Claudio Marcello conquistarono la Mediolanum celtica. Iniziò un processo di romanizzazione che trasformò progressivamente l’insediamento gallico in una città organizzata secondo criteri romani: un impianto ortogonale, uno spazio pubblico centrale, infrastrutture ed edifici monumentali.
Per oltre un secolo e mezzo la città visse senza mura difensive, senza una cinta monumentale. Solo nel 49 a.C. venne avviata la costruzione della prima cerchia muraria. La cinta racchiudeva circa 60 ettari, con un perimetro di quasi tre chilometri. Oggi, seguendone idealmente il tracciato lungo le vie centrali di Milano, possiamo comprendere quanto fosse compatta la città romana. Ma anche quanto fosse più in basso rispetto alle strade di oggi.
Durante il percorso esperienziale ScopriMI, questa linea non resta un dato astratto: viene “percorsa” e ricostruita. Il cammino stesso diventa strumento di comprensione. I partecipanti sono invitati a sovrapporre la mappa antica alla Milano contemporanea, a riconoscere allineamenti, proporzioni, permanenze. La città inizia così a rivelare la propria struttura nascosta.
Le sette porte: soglie e direzioni

La prima cinta muraria apriva sette porte principali, ognuna collegata a una strada consolare:
Porta Orientale, vicino a Piazza della Scala, verso Bergamo, Brescia e Verona
Porta Tosa, presso Piazza Fontana, legata alla dimensione commerciale e fluviale
- Porta Romana, sull’asse della via Emilia verso Roma
- Porta Ticinese, direzione Pavia
- Porta Vercellina, verso le Gallie
- Porta Giovia, accanto al Castrum Portae Jovis, origine del futuro Castello
- Porta Comacina, diretta a Como
Nel percorso, le porte non sono solo nomi: diventano strumenti per ricostruire la città. I partecipanti ricevono una scheda di scavo che li guida a osservare, ipotizzare e collegare le tracce ancora presenti nelle vie e nelle piazze, trasformando Milano in un campo di indagine.
Camminare nel foro che non c’è più
L’itinerario attraversa anche l’area dell’antico foro romano, oggi completamente inglobato nel tessuto urbano. Non restano piazze monumentali, eppure lo spazio continua a farsi percepire attraverso proporzioni e relazioni tra edifici.
Con ScopriMI i partecipanti ricostruiscono funzioni, distanze e rapporti tra le porte e il cuore civico della città. Il passato non è raccontato come qualcosa di distante: si sperimenta in movimento, misurando e osservando ciò che resta e ciò che non si vede più.
L’espansione delle mura romane di Milano capitale
Tra il 293 e il 305 d.C., quando Massimiano sceglie Milano come capitale dell’Impero Romano d’Occidente, la città si espande: la cinta muraria supera i 100 ettari, inglobando le Terme Erculee e il circo romano, aprendo nuove porte:
- Porta Nuova (Aurea) tra via Manzoni e via Bigli
- Porta Argentea, verso Aquileia, vicino a piazza San Babila
- Porta Herculea, dedicata a Massimiano Erculeo, presso l’attuale Largo Augusto
Camminare lungo questa seconda cinta significa percepire fisicamente la crescita di Milano, confrontare le dimensioni della città originaria e della capitale imperiale e comprendere le trasformazioni urbane e sociali.
Un laboratorio a cielo aperto
Nel 1162 la distruzione voluta da Federico Barbarossa cancellò le porte romane. Non ne restano strutture emergenti. Eppure la loro impronta è ancora leggibile per chi sa riconoscerla.
Attraversare tutte le porte di Milano con ScopriMI significa allenare lo sguardo a questa lettura stratigrafica. Significa camminare lungo il tracciato delle mura, sostare nei punti in cui si aprivano i varchi, ricostruire l’impianto urbano attraverso strumenti di osservazione e piccole attività esperienziali. Non è una semplice visita guidata. È un percorso in cui si cammina, si osserva, si ricostruisce, si sperimenta. Perché Milano non mostra facilmente la sua età romana, ma sotto la superficie della città contemporanea, continua a esistere.