Hokusai Hiroshige Utamaro

A Palazzo Reale dal 22 settembre al 29 gennaio 2017.
 

 

Scorci di ponti, cascate, quartieri di Edo e Kyoto, insieme ai volti, all’eleganza dei kimono e alla sensualità delle donne più belle dell’epoca: furono queste immagini a divenire punto di riferimento estetico non soltanto per gli sviluppi dell’arte giapponese. Le immagini del mondo fluttuante divennero importante fonte d’ispirazione in un momento, quello della seconda metà dell’Ottocento, in cui l’arte veniva rivoluzionata dalle avanguardie.

Se da una parte i fotografi giapponesi e occidentali affermatisi in Giappone nella seconda metà del XIX secolo si rifecero ai colori, alle inquadrature e ai soggetti dell’ukiyoe per i loro scatti da proporre agli stranieri, dall’altra quelle stesse rappresentazioni furono capaci di trasformare e rivoluzionare la modalità pittorica degli Impressionisti. La stesura cromatica “piatta”, la vivacità delle colorazioni, l’uso dei contorni calligrafici tipici della grafica nipponica, tutto questo contribuì a scoprire nelle silografie giapponesi una freschezza e una semplicità di forme e colori di cui da tempo andavano alla ricerca.

Curata da Rossella Menegazzo, per la prima volta insieme in Italia, approdano a Palazzo Reale a Milano tre grandi interpreti: Katsushika Hokusai (1760-1849), Utagawa Hiroshige (1797-1858) e Kitagawa Utamaro (1753-1806).

Con circa 200 silografie policrome e libri illustrati provenienti dalla prestigiosa collezione della Honolulu Museum of Art, l’esposizione mostra le peculiarità tecniche, l’abilità e l’eccentricità di Maestri giapponesi che dopo aver rivoluzionato l’arte nipponica del XIX secolo, hanno saputo ispirare ed influenzare in maniera profonda artisti del calibro di Monet, Van Gogh, Degas e Toulouse Lautrec.

 

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