De Pisis

  • Condividi su:
  • Twitter
  • Facebook
  • Google Plus
  • Mail

Il Museo del Novecento dedica un’ampia retrospettiva all’artista ferrarese Filippo de Pisis, una figura di grande rilievo del Novecento italiano e uno dei protagonisti dell’esperienza pittorica tra le due guerre. Tra vedute urbane, nature morte e fantasie marine, oltre novanta dipinti tra i più "lirici" della sua produzione sono in esposizione a Milano fino a marzo 2020.
Suddivisa in dieci sale, l’esposizione segue un andamento cronologico che introduce al visitatore l’universo di Filippo de Pisis (Ferrara, 1896 – Milano, 1956), a partire dagli esordi nel 1916 e dall’incontro con la pittura metafisica di de Chirico fino agli inizi degli anni Cinquanta, con il drammatico periodo del ricovero nella clinica psichiatrica di Villa Fiorita. 
Pittore versatile, viaggiatore instancabile e poeta, de Pisis percorre il Novecento attraversando paesi e movimenti pittorici senza mai aderire unicamente a una singola corrente. I continui viaggi tra Milano, Roma, Venezia, Parigi e Londra, hanno contribuito ad arricchire quella visione internazionale che renderà la sua prospettiva del tutto unica, ispirandone ricerca espressiva e plasmandone la pittura.
Da “Le cipolle di Socrate” (1926) a “Soldatino francese” (1937), le opere in mostra al Museo del Novecento ripercorrono i temi cruciali della poetica dell’artista ferrarese. L’enfasi viene posta sul talento versatile e sull’incredibile ricchezza dei soggetti, che spaziano dai suggestivi paesaggi montani alla ritrattistica più dettagliata, in grado di cogliere con grande vivacità la personalità della figura descritta - senza sottovalutare le affascinanti composizioni di nature morte e le ampie vedute urbane.

X Chiudi